Partiamo dal presupposto che non ho gli elementi per giudicare se la linea Torino-Lione possa portare veramente dei benefici all'Italia ma è indubbio che l'unica infrastruttura, a parte l'alta velocità - ma sempre di treni si parla, che si sta portando avanti negli ultimi anni, potrebbe non non portare benefici. Il fatto è evidente:un paese come il nostro, schiacciato tra mare e monti deve investire in infrastrutture serie altrimenti, come accade per il trasporto gommato, gli effetti collaterali vengono pagati dai cittadini (maggiorazione dei prezzi dei beni dovuti a maggiori costi di trasporto, traffico e incidenti).
Quelli che protestano e dicono di farlo per il bene della comunità in un senso di responsabilità sociale, forse non si rendono conto che una parte della società, quella parte che pensa al lavoro e al progresso, vuole che si vada avanti. Mi domando: chi pensa a questa parte di persone che molto spesso non sono rappresentate?
lunedì 2 settembre 2013
TAV
mercoledì 5 agosto 2009
Motogiro 26 Luglio 2009
Un po' di nomi per meglio capire la cartina. Siamo intorno a Genova e i tre passi montani attraversati sono: Bocco, Tomarlo e Forcella. Totale circa 250 Km.Partenza ore 10 am da Genova Quarto e prima sosta a Gattorna per iniziare il "noioso" tratto della Val Fontanabuona fino a Carasco. Di notevole impatto l'incontro di un raduno di Vespe... ma quando le rottameranno? Inquinano più di una centrale a carbone! Altro che albo delle moto storiche, ci vorrebbe una sovratassa per l'inquinamento atmosferico.
Da Carasco si sale verso il Passo del Bocco (occhio ai cartelli di indicazione stradale), particolarmente tortuoso e interessante anche per il panorama (nella parte finale). Media difficoltà e non particolarmente scorrevole con tornanti molto lenti a gomito.
Subito dopo il Passo del Bocco si scende verso Bedonia da cui parte la strada che porta al Passo del Tomarlo. molto interessante sia per la scorrevolezza del percorso che per i panorami. Con curve lunghe delle quali si può intravedere la fine e quindi agevolare l'impostazione della stessa.
Nel periodo in cui siamo andati noi la temperatura era gradevole ma in periodi tipo autunno o primavera (l'inverno non lo prendo nemmeno in considerazione) potrebbe essere necessario un maglioncino in più; non dimentichiamoci che il Tomarlo sale fino a circa 1500 mt s.l.m.
Dal Passo del Tomarlo si scende verso S. Stefano d'Aveto (occhio ai limiti di velocità) e quindi si procede per la Forcella.
Il Passo della Forcella non è particolarmente divertente fatto in discesa ma merita. Potendo consiglierei il Passo della Scoglina (sopratutto dalla Val Fontanabuona a salire) ma al nostro passaggio era chiuso per una gara in salita di velocità.
Sempre il Passo della Forcella, simile al Bocco risulta un po' troppo trafficato sopratutto facendolo verso sera.
Tutto sommato il giro è bellissimo anche se un po' stancante. Ma si può fare.
lunedì 20 luglio 2009
Melograno in stile triplo tronco
Purtroppo era infestato da afidi e quindi ho dovuto anche fargli un trattamento antiacaro e in certi casi ho eliminato dei boccioli per fare in modo che la pianta non si stressasse troppo.
Considerando che appena acquistata aveva circa 5 o 6 fiori e altrettanti pronti a maturare, dopo potatura e trattamento antiacaro, quest'anno, ha nuovamente fatto due fiori (altrettanti li ho eliminati per non afaticarlo) e quindi ritengo che la pianta ne abbia solo che giovato.
La mia idea sarebbe quella di impostare la pianta con uno stile triplo tronco. Per fare ciò serve spazio tra i tronchi per creare una forma della chioma più triangolare.
Alla fine si dovrebbe tendere ad avere i rami bassi molto orizzontali e più lunghi rispetto a quelli superiori.
Con l'aiuto di un po' di filo e senza potatura alcuna di rami, sono arrivato al seguente risultato che mi consente di iniziare un'impostazione della pianta. In seguito vedrò come agire per raggiungere li progetto finale.

Sistemazione Zelkova
E' veramente irriconoscibile, sembra un cespuglio senza senso. Ho lasciato passare troppo tempo ed ora è venuto il momento di ridare dignità a questo bonsai. Il mio primo vero bonsai (acquistato) ed al quale sono molto affezionato.
Purtroppo è una pianta molto sensibile al suo più temibile nemico: il ragnetto rosso.
Il motivo per cui si è ridotta in questo stato è anche dovuto al fatto che ho praticato dei trattamenti antiparassitari e quindi ho dovuto dargli un periodo di riposo.
Per fortuna la Zelkova è una pianta che sopporta anche i bonsaisti più maldestri, infatti come si può notare dalla foglie ingiallite nel centro della chioma, gli ho anche fatto prendere un po' di sete.
Per rimetterla in sesto ho eliminato tutte le foglie e rami secchi e poi ho cercato di ridarle le sembianze che gli erano state date dal coltivatore.
Ecco il lavoro finito:
Progetto Olivo
Vi racconto come ho trasformato una piantina di olivo in un bonsai di olivo. Questo è stato il mio primo vero e serio intervento su una pianta "pre-bonsai", come la letteratura le chiama.


Prima di tutto ho atteso un perio di ferma biologico della pianta per evitare che lo shock fosse troppo forte e secondariamente mi sono anche preparato un progetto-disegno da seguire per la seconda fase: la potatura.
In questa prima foto si può notare la pianta prima dell'inizio:
Prima di iniziare il lavoro ho lasciato che il terriccio si asciugasse per qualche giorno per avere più facilità nel rimuoverlo.
Ecco come si presentava senza il vaso e con una prima sgrossatura del pane radicale:
Sempre meno terra:
Ed ecco finalmente l'olivo nel suo nuovo vaso con caratteristich, colore e misure proporzionate con la pianta e il suo nebari:
Seguendo il progetto che mi ero prefissato, a parte qualche modifica, ecco il risultato finale:
Ed ecco anche il progetto-disegno che ho usato:

mercoledì 13 maggio 2009
giovedì 6 novembre 2008
Obama stravince
Bene. Speriamo mantenga tutti i propositi annunciati durante la sua campagna elettorale. Purtroppo, benche un oceano ci divida dal nuovo continente, le decisioni prese da colui che siede alla scrivania dello studio ovale rimbalzano fin qui da noi.
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